Il porto e la Parata

Passeggiate

DIFFICOLTA': MINIMA

Questo itinerario parte dal porto, sotto l'orologio e prosegue per piazza Pisacane. Sotto le nove arcate del palazzo comunale si trova il maggior punto d'incontro dell'isola, di giorno e di sera, d'estate e d'inverno. Su queste arcate sono apposte due targhe marmoree, una dedicata a Luigi Verneau, impiccato nel 1799 per aver innalzato insieme con altri repubblicani giunti da Napoli l' "albero della libertà", e l'altra ai rivoltosi che nel maggio 1848 parteciparono ai moti napoletani.

Da piazza Pisacane si può salire per via Roma, fino alla chiesa della SS. Trinità e dei santi Silverio e Domitilla. Passato il monumento ai caduti, nei locali di via Roma, detti dell'acquedotto, è in allestimento il museo che ospiterà la memoria storica e archeologica dell'isola. L'edificio venne eretto dai Borbone a metà del Settecento.Lo utilizzarono come carcere per imprigionare delinquenti comuni e oppositori politici. Da non perdere la chiesa della santa Trinità e dei santi Silverio e Domitilla. Fu consacrata al culto il sabato di Pentecoste del 6 maggio 1738. Le pareti e la cupola sono state affrescate intorno agli anni Quaranta e i dipinti si ispirano ai capolavori michelangioleschi della Cappella Sistina. Il tempio fu realizzato nella seconda metà del XVIII secolo e su progetto del maggiore del Genio Antonio Winspeare (autore di varie opere a Ponza), che ideò una pianta centrale con la copertura a cupola e un annesso convento a pianta longitudinale. Nel 1940 l'edificio subì delle modifiche con la riduzione della scalinata d'ingresso, la chiusura del pronao e la trasformazione in pianta longitudinale. Custodisce opere del XVIII secolo provenienti dalla Galleria nazionale di arte antica di Palazzo Barberini. A sinistra la natività della Vergine di Michelangelo Cerruti (1663-1748) e a destra l'Adorazione dei pastori di Antonio Greccolini (1675-1725). Sotto lo spiazzo davanti alla chiesa si trova l'eremo di santa Domitilla. Si tratta di grotte, in cui, secondo la tradizione, visse e morì di stenti, intorno al I secolo, la santa, nipote di Tito e Domiziano. A metà della piccola scarpata che si innalza tra le Grotte di Pilato e la Torre dei Borboni si possono osservare parti di mura ciclopiche erette dai volsci, la cui presenza sull'isola è confermata dalle Storie di Tito Livio. Proseguendo verso la punta del promontorio si arriva al cimitero. Continuando, dove oggi si trovano bellissimi vigneti, nel I secolo sorgeva una villa imperiale con un grande anfiteatro e ampie piscine. Alla fine degli anni '20 venne scoperta l'ampia scala di collegamento della villa con l'impianto marino conosciuto oggi come "Le grotte di Pilato".

La villa, forse appartenuta a Ottaviano Augusto era un perfetto palco per le battaglie navali combattute per gli ospiti nello specchio di mare della rada compresa tra la Torre dei Borboni e il cimitero.

La torre che domina la rada fu ricostruita nella metà del 1500 sopra i ruderi di una precedente costruzione romana. Sisto IV voleva dotare l'isola di una fortificazione militare per difenderla meglio dagli attacchi dei pirati. L'attuale configurazione è quella ideata dai Borbone che, per mano di Antonio Winspeare la fecero sopraelevare fino a quattro piani e la dotarono di un ospedale e di celle carcerarie. Attraversando tutta via Parata ( chiamata così perchè gli isolani sistemavano sopra i terrazzamenti della baia grosse reti da parata per la cattura delle quaglie) e dopo una serie di svolte si arriva davanti a un alto edificio sotto il quale si trova lo scavo del Cisternone.

Il Cisternone della Parata è uno dei serbatoi idrici più antichi dell'isola. Venne scavato dai romani nella roccia tufacea e utilizzato per le necessità idriche dell' approdo e delle ville. Conta una cubatura di quattro milioni di litri. Proseguendo verso l'alto si arriva al Terrazzo Pensile, uno dei belvedere più affascinanti dell'isola. La passeggiata prosegue tra leggendarie impronte di giganti, antiche cave di tufo e il tratto di mare davanti al quale si trovano gli Scogli della Parata ,una zona di reperti archeologici, antiche vestigia di navi di ogni epoca costrette a lasciare in queste acque il segno del loro passaggio.