Il monachesimo

La storia

San Silverio divenne così il primo eremita illustre, sia pure involontario, a frequentare le Pontine. Qui alla fine del VI secolo si erano formate piccole comunità monastiche contro le quali si sarebbero accaniti, a partire dall'813, anno della prima scorreria, i saraceni. 

I monaci abbandonarono le isole forse per oltre trecento anni, tornandovi agli inizi del XIII secolo, quando la situazione politica nei territori confinanti di Lazio e Campania sembrò godere di maggiore stabilità. Si formò all'epoca una presenza cistercense, che utilizzò il monastero fondato dai benedettini in località Santa Maria a Ponza. Pur aggregato nel 1243 all'abbazia romana delle Tre Fontane, il cenobio fu legato fortemente prima all'abbazia di Fossanova, in Marittima (oggi provincia di Latina), poi alla diocesi di Sessa Aurunca, e infine a quella di Gaeta, e restò cistercense fino al 1454, anno in cui i monaci abbandonarono definitivamente per l'atteggiamento ostile di Alfonso d' Aragona. I cistercensi si trasferirono a Formia, dove eressero la chiesetta tuttora esistente che chiamarono a ricordo della loro provenienza Santa Maria di Ponza.Un altro monastero, anch'esso prima benedettino e poi cistercense, fu eretto a Zannone, e dedicato a Santa Maria e al Santo Spirito. Alla metà del XIII secolo esso possedeva addirittura Ventotene e la lontana Ustica (che sarebbe stata poi aggregata all'abbazia di Casamari). Anche ai monaci di Zannone lasciarono la loro isola prima dei colleghi di Ponza, trasferendosi a Gaeta per costruirvi il monastero di S. Maria e del Santo Spirito di Zannone, in località Piano d'Arzano, dove sussistono notevoli ruderi.Il perché dell'abbandono delle isole da parte della popolazione e dei monaci si spiega e giustifica con le vicende politiche continentali (lotte tra Angiò e Aragona, tra papato e impero) che distolsero ogni attenzione politica e militare dalle lontane isole, lasciate così prive di difesa e esposte ai saccheggi.