Immersioni

Immersioni

Acqua limpidissima, fondali sabbiosi di un bianco indescrivibile, pareti dai mille colori, rocce vulcaniche, grotte di luce e relitti di navi, di aerei.....Chiunque si tuffi nel profondo blu di questo mare, principiante o esperto, alla fine uscirà dall'acqua con una luce diversa negli occhi. Tutti si chiedono come possano esistere tante meraviglie in un posto così vicino alla civiltà. Sembra che da qualche parte ci sia uno strano confine, una barriera invisibile al di là della quale i problemi del Mediterraneo non riescano ad entrare.

A Ponza il tempo ha un diverso valore, ma non solo, qui anche lo spazio, i luoghi, la natura, la flora e la fauna sembrano protetti da qualcosa o qualcuno, forse proprio da uno di quei santi ai quali gli abitanti di queste isole sono così devoti. Sta di fatto che ancora oggi, dopo tanti anni, si scopre di provare la stessa emozione di chi si tuffa per la prima volta nell'abbraccio profondo di queste acque di cristallo.

La stagione comincia il primo aprile e si chiude all'inizio di novembre, ma di sicuro, se continuasse senza interruzione, anche il flusso di subacquei sarebbe costante per tutto l'anno.

Le immersioni sono innumerevoli e accessibili a vari livelli: esperti e neofiti possono godere di secche mozzafiato e discese nel blu o perlustrare gli anfratti e le tane in completa sicurezza. Cernie, saraghi, polpi, murene, castagnole, occhiate e scorfani si incontrano facilmente durante un'immersione. I più fortunati potranno vedere anche l'aragosta, l'astice, il dentice, la ricciola, il tonno e altri pelagici. Numerose anche le spugne, gli spirografi ed i briozoi, tra cui le rose di mare e il falso corallo. I numerosi relitti di navi di ogni epoca e i preziosi siti archeologici testimoniano che l'isola di Ponza era un'importante tappa nei traffici mediterranei dal VI secolo a.C. fino a tutta l'età romana. Molti di questi relitti possono ancora essere visitati. Per citarne uno, a Punta Papa, a 24 metri di profondità, riposa un Landing Ship Tank, mezzo da sbarco schiantatosi contro gli scogli e colato a picco durante la Seconda Guerra Mondiale.

Le Formiche di fuori

Dal porto, superata Punta Madonna, ad est affiorano una serie di scoglietti che scendono verso un fondo sabbioso a 50 mt. Qui le immersioni sono molteplici, adatte a vari livelli ma caratterizzate da ambienti completamente diversi che accolgono biocenosi differenti e ben rappresentate in un'area relativamente ristretta. Nelle vicinanze dello scoglio più grande nel versante nord-orientale si stacca dalle formiche un costone roccioso che degrada sulla sabbia. Esposto alle correnti di levante, il forte idrodinamismo crea le condizioni ottimali per la crescita delle più belle gorgonie rosse dell'arcipelago. L'insediamento delle rosse paramuricce non è esteso ma le ramificazioni sono rigogliose e in buona salute. Spesso si ossevano le delicate trasparenze delle colonie di claveline (Clavelina l-padiformis), ascidie che si abbarbicano sui polipi delle gorgonie per trarre nutrimento dalle particelle trasportate dalle correnti. E' un'immersione impegnativa e non è facile trovare il punto esatto: è conveniente affidarsi ad un diving.

Scoglio Rosso Tra Ponza e Zannone

Sui bassifondi che collegano Ponza a Zannone, a nord dell'isolotto di Gavi, superati gli Scoglitelli e la Piana di Mezzo, si erge sulla superficie lo Scoglio Rosso indicato come Scoglio Grosso dalle carte nautiche. A Ovest dello scoglio è chiaramente visibile una secca che arriva fino a 2 mt. dalla superficie. In questa zona sono diverse le immersioni che si possono fare a profondità non impegnative: il punto più suggestivo è sicuramente il grande canyon che corre parallelo ad ovest dello scoglio rosso e incide la secca in due pareti ricoperte di parazounth-bs con i polipi carnosi e ben sviluppati. E' questa una zona dove le correnti apportano molti nutrienti dando luogo a una vita rigogliosa. Oggi il fondale si sta ripopolando e tra tante specie è possibile incontrare anche diverse cerniotte.

Relitto di Punta Papa

Il mezzo da sbarco Landing Ship Tank era adibito al trasporto di truppe inglesi e mezzi militari durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel '43 non resistette alla furia del mare e si schiantò sugli scogli di Punta Papa. La nave colò a picco con molti militari e prigionieri tedeschi. Si divise in due tronconi: la prua giace su un fondo a 26 mt. e vista dall'alto, adagiata su un fondale di candida sabbia bianca, sembra ancora in navigazione; il ponte ricoperto di belle incrostazioni e grandi spirografi si trova a quote inferiori facilmente accessibili anche dai neofiti; la poppa distante un centinaio di metri è ancora ben conservata.