Le statici

La flora di Ponza

Un cielo stellato, un'alba, un tramonto sono spettacoli mirabili, ma la scoperta delle Statici piccoline e abbarbicate alla roccia, non e' da meno.

Esse sono le opere dell'inesauribile arte di Flora nell'adattarsi alle condizioni avverse e vivono sulla pietra nuda o nelle barene allagate ad ogni marea, dove il sale intossica, il vento lo fa penetrare nei tessuti, il sole lo indurisce addosso come una corazza.Riuscire a resistere in tali frangenti e' gia' di per se' notevolissimo, ma quando la battaglia e' vinta da una creazione si squisita bellezza e delicatezza, allora non dobbiamo vergognarci di commuoverci, perche' siamo in presenza di autentici capolavori.Qui alle Ponziane la Natura ha provveduto addirittura con varieta' di Limonium particolari, quasi isola per isola, differenziandole per minimi dettagli. A questi piccoli gioielli, cm 10-15 di altezza, basta una fessura di roccia con pochi grani di sabbia per radicarsi: le loro radici possono agire sia da cunei che da rete, secondo la natura del fondo.Per crescere, l'imperativo e' di ridurre ogni superficie traspirante onde assorbire il meno possibile di sale; quindi la Statice emette soltanto una modesta rosetta di foglioline basali dalla forma a spatola e poi subito leva verso l'alto tanti rametti legnosi e fragili non lineari ma procedenti a curve o, in alcune specie, addirittura a bruschi angoli retti.Si forma cosi' la bellissima chioma ad arabeschi che il gran sole porta a caldi colori bruciato-rugginosi.Da luglio a settembre i cuscinetti di trine delle Statici compiono il gran prodigio dei fiori: centinaia di minuscoli otricelli violetti, ciascuno contenuto nella sua brattea, e a gruppi riuniti in spighette, ma soltanto al vertice estremo dei rami, proprio a tu per tu col gran sole.