La palma nana

La flora di Ponza

Palmarola prese il nome dalla presenza cospicua di questa pianta su tutta la sua superficie.

Davvero umile, dice il nome in latino, la piccola pianta ha tuttavia piu' di un titolo di nobilta': innanzitutto appartiene a una delle famiglie vegetali piu' antiche della terra - 100 milioni di anni - ed e' l'unica esponente delle Palme, nativa d'Europa. La si trova in tutto il litorale Tirrenico dalla Toscana verso sud e nelle Isole Ponziane, in Sicilia, Sardegna, Africa settentrionale, Francia, Spagna, Portogallo.

E' la Sardegna la zona ove cresce piu' rigogliosa, ma ovunque subi' una decimazione fortissima, riuscendo a sopravvivere nelle Isole soltanto grazie ai lunghi secoli di oblio in cui esse vegetarono deserte d'uomini a causa dei pirati e dei corsari. Quando s'insedio' nelle Ponziane l'attuale comunita', comincio' per la piccola Palma il principio della fine; essa infatti venne ricercata per la sua fibra che serviva a fabbricare corde e crine vegetale per imbottiture e spazzole. Il cuore della radice, molto tenero e gradevole, veniva mangiato, con le foglie raggiate si intrecciavano cestini e sporte, si facevano scope. Dunque, povera Palma Nana, conobbe tempi difficili a causa dell'uomo; pote' pero' difendersi sempre bene dagli animali perche' le sue belle e dure foglie a forma di ventaglio diviso in 10-15 lacinie, sono sostenute da un piccolo legno armato di potenti spine disposte verticalmente sul margine. La pianta si presenta allo stato selvatico alta da pochi decimetri a tre metri negli individui piu' sviluppati. Coltivata da abili giardinieri si e' riusciti a portarla fino ad un'altezza eccezionale di 10 metri.Ma alle Ponziane noi la vedremo sempre come un radioso nanerottolo vegetale, con portamento cespuglioso, a volte contorto per complicati bracci di forza col vento, la roccia e altre piante. Ben protetti dal duro fogliame, in agosto maturano ricchi grappoli di datteri ovali lunghi un paio di centimetri, giallo-rossastri, che hanno all'interno un nocciolo corneo, proprio come i datteri delle piu' grandi cugine. Non sappiamo se siano commestibili. Incontrando la Palma Nana, se ne osservi la bellezza delle foglie che stanno per aprirsi, da fuso raccolto, a ventaglio radiato: e' un vero spettacolo di energia in movimento, di freschezza vegetale, di vitalita' erompente. Nonostante tale intrinseca vitalita', la sopravvivenza di questa antichissima preziosita' botanica e' in serio pericolo; ormai pressoche' scomparsa nelle altre isole dell'Arcipelago, se ne salvano alcuni esemplari nella selvatica Palmarola.