La ginestra

La flora di Ponza

La Ginestra e' senz'altro la pianta oggi piu' caratteristica dell'Arcipelago: la sua miracolosa fioritura incomincia in Aprile, con lo sbocciare delle miriadi di fiori della specie Genista ephedroides e si prolunga in maggio e giugno, quando il testimone vien preso dall'altra specie, lo Spartium junceum, che aggiunge allo splendore un profumo di paradiso, penetrante, dolcissimo.

Ponza, Palmarola, Gavi, sono tutte uno scoppio di gialli solari, di risi d'oro; Zannone riserba il sorriso alle zone dove non arrivano i mufloni famelici. E' un'esponente cospicua, la Ginestra, delle truppe pioniere di Flora: ve ne sono diverse specie, a seconda dei compiti che la Madre loro assegna. Qui alle Ponziane, l'impeto del vento e lo stato di degrado dei terreni, hanno suggerito questi due tipi essenziali, privi persino delle foglie e dotati di rami tanto flessibili e robusti che gli isolani chiamano l'ephedroides "vastaccetta", cioe' "guasta accetta", tale e' la resistenza che oppone al taglio: la "afillia", o mancanza totale del fogliame, che invece e' presente in altre specie, e' un accorgimento per ridurre al minimo la traspirazione, in clima cosi' arido e carente d'acqua; il vento percio' fa fischiare e vibrare i rami raggianti, senza nulla potere contro quei cespugli di filo di ferro verde. Come tutte le Leguminose, il fiore ricorda un impavido veliero, con i due petali inferiori riuniti a formare la carena, i due laterali dispiegati come ali o vele, ed un quinto, superiore, eretto gagliardamente e percio' chiamato "stendardo". Il frutto e' un baccello piatto, lungo fino a 8 cm, che racchiude, in bella fila, gli scuri semi pieni di futuro. L'altra caratteristica specialita' della Ginestra e' di essere fatta per dissodare, con le sue potenti radici, le lave dure dei vulcani; percio' le due specie comandate sul fronte Ponziano, si trovano anche nelle vulcaniche Isole Eolie, sul Vesuvio e nell'intera "fascia di fuoco" tirrenica, della quale possono dirsi endemiche, cioe' esclusive. La loro presenza e' essenziale per preparare questo terreno arido e compatto a un successivo piu' evoluto manto vegetale. La potenza colonizzatrice della Ginestra e' formidabile: essa e' riuscita a spingersi verso nord, invadendo la Toscana, la Liguria e, attraverso i valichi dell' Appennino ligure, spingendosi fino alla regione dei laghi, Iseo e Garda, dove lo Spartium junceum e' ben rappresentato. Nelle Ponziane il grande exploit e' relativamente recente: alla fine dell'800 - primi del 900, la si dava come poco frequente, ma divenne infestante dopo l'abbandono dell'agricoltura e in particolare della coltura della vite, dei cui terreni e' particolarmente ghiotta. Il fatto che sia infestante soprattutto a Ponza e Palmarola e meno nelle altre isole, puo' dipendere pero' dal maggior dilavamento delle prime, piu' erte e scoscese, che pone la pianta a piu' diretto contatto con la natura minerale vulcanica, ormai messa a nudo, che le e' congeniale. Gli isolani ebbero sempre grande dimestichezza con la Ginestra, nonostante essa rovinasse il filo delle loro accette: la usavano per fare robuste scope, cestini, frangivento, le mettevano persino nel cibo e usavano i suoi meravigliosi fiori per spargerli davanti alle processioni di prima estate.