Il leccio

La flora di Ponza

Le Querce, della cui grande famiglia il Leccio e' un esponente, rappresentano nel nostro paese lo sviluppo piu' nobile del regno vegetale, quel manto di Flora che all'Italia fu assegnato nei disegni della creazione come sua caratteristica.

Una corrente di studiosi botanici identifica nella distribuzione geografica del Leccio la delimitazione della cosiddetta "area mediterranea" e cio' indica quanto importante sia tale pianta nel complesso dell'habitat vegetale. Si e' detto che un tempo le Ponziane erano tutte ricoperte di lecci, dallo stadio arbustivo della Macchia a quello arboreo della Macchia-foresta; ma oggi essi si salvano solo a Zannone, di cui sono il blasone nobiliare. Le altre isole, dal punto di vista vegetazionale, non possono piu' dirsi di natura "mediterranea", poiche' l'assenza del Leccio le condanna a uno stadio degradato di poco superiore alla steppa. Le radici di Quercus ilex, lunghe e forti, sanno scavare in profondita' per trovare alimento e acqua, e con cio' tengono ferma la roccia, impediscono frane e smottamenti; la chioma, fatta di foglie coriacee, resiste al calore e ai venti impetuosi, impedisce il passaggio violento dei raggi solari e quindi favorisce nel sottobosco quell'ambiente umido e fresco, riparato, nel quale possono crescere le piante piu' delicate e gli animali. Il frutto del Leccio, cioe' la ghianda tipica di tutte le Querce, e' alimento per alcune specie animali - maiali, cinghiali, roditori, insetti - che scompaiono quando le leccete vengono distrutte, impoverendo cosi' tutta la catena biologica. A Ponza esistono alcuni esemplari sulla piazza antistante il Palazzo Comunale nonche' un piccolo boschetto sulla strada provinciale Ponza Le Forna.